FORTUNATO, IL NEROVERDE… UNA TRADIZIONE DI FAMIGLIA

Jacopo Fortunato, quando il neroverde è di famiglia. Daniele, padre del nuovo centrocampista naoniano, ha giocato nel Pordenone nei primi anni ’80. «Mi ha parlato molto bene della città», riferisce Jacopo, subito titolare nel match di sabato a Venezia. «Nel primo tempo meritavamo anche il doppio vantaggio. Abbiamo creato molto e concesso solo un paio di ripartenze. Nella ripresa Varano ha pescato il jolly. Peccato per la sconfitta: non ce la meritavamo proprio», commenta Fortunato.

La squadra: «Ha qualità ed è molto viva: l’ha dimostrato a Venezia. Il mister è un gran motivatore, il gruppo ha l’esperienza giusta per la salvezza». Con che spirito è arrivato a Pordenone? «Con tanta voglia di fare bene e contribuire all’obiettivo della società. Sono una mezzala “alla Maracchi”, mi piace giocare la palla, inserirmi e tentare la conclusione». La condizione? «A Mantova giocavo all’inizio, poi meno. Qui mi rimetto in gioco. Spero di trovare presto la “gamba” per poter dare il mio meglio».

Cresciuto nel Settore giovanile del Treviso, con maestri gli ex mister neroverdi Soncin e Bosi (a Treviso c’era anche Daniel, vice di Rossitto), Fortunato ha trascorso un triennio nella Primavera dell’Inter. «Mi sono allenato spesso con la Prima squadra, confrontandomi con campionissimi come Ibrahimovic, Zanetti, Vieira, Milito eccetera – ricorda Jacopo -. L’anno del Triplete è stato il massimo e Mourinho… era ed è il numero uno. Teneva in grande considerazione i giovani. Negli anni di Primavera ho giocato con Balotelli, Santon, Destro e Donati».